LA FILOSOFIA DI AFRODITE - LIBRO II°

L'ARTE DI VEDERE LA REALTA'

Canova: Teseo uccide il Minotauro
Canova: Teseo uccide il Minotauro

La realtà non è leggibile in modo certo. Il divenire delle cose, dalla nascita alla loro ineluttabile caducità, ci impedisce di fissare con precisione le coordinate del pensiero. Siamo qui e ora, possiamo fotografare il presente, ma la realtà fluttua rapidamente verso altri lidi, altre sponde, a volte seguendo un moto progressivo apparentemente logico e lineare, altre volte seguendo percorsi imprevedibili, illogici, concentrici e ripetitivi che mettono in crisi il concetto stesso di realtà.

 

La percezione della realtà è strettamente connessa al fattore tempo, e poichè è un fenomeno soggettivo che ha origine dalla nostra coscienza di "abitare" il tempo, è fortemente alterata dalle condizioni biopsiconeurologiche  che rappresentano l'humus su cui si innesta ogni forma di consapevolezza di sè e della realtà che stiamo vivendo. 

 

Attimo dopo attimo possiamo registrare la variazione delle sensazioni corporee che si accavallano come onde per poi infrangersi nelle spiagge, nelle coste e nei litoranei che  rappresentano metaforicamente i recettori della coscienza. La coscienza è una specie di anfratto, di golfo o di laguna in grado di accogliere il susseguirsi ininterrotto delle sensazioni, a loro volta modificate dalle maree, dall'influsso lunare, dai venti e da repentini passaggi di imbarcazioni di ogni genere. 

 

Secondo dopo secondo possiamo registrare il flusso delle emozioni corporee che emergono da uno strato appena più  profondo di quello epidermico. Per la neuroscienza hanno origine dalle ghiandole endocrine che formano un vero e proprio labirinto psichico dentro cui è facile perdersi, smarrire il senso della realtà e annullare quello del tempo.

 

La percezione della realtà psichica, rappresentata mitologicamente dal mito di Arianna,  si conquista dipanando un poco alla volta il filo della consapevolezza delle emozioni che conduce all'interno del labirinto razionale creato da Dedalo per contenere l'istinto di possedere, la pulsione di procreare e la libido di controllare il tempo presente e futuro (il Minotauro)

 

Mentre l'istinto e la pulsione possono essere imbrigliati dal lavoro quotidiano, la libido di controllare il tempo  "divora"  gli schemi di interpretazione logica  che la "mente archetipica" mette a disposizione dell'Io per contenere la paura e il senso di fragilità innescato dalle emozioni irrazionali.  

 

Le  "sette coppie di fanciulli" che i cretesi offrono in sacrificio al Minotauro rappresentano simbolicamente un collaudato schema  utilizzato dalla coscienza collettiva per modellare la libido autoaffermativa secondo le necessità e i bisogni sociali. E' un sacrificio che permette di definire il fenomeno della omogeneità della percezione da cui emerge quel "senso razionale della realtà" all'origine dei processi di civilizzazione della razza umana. 

 

Tuttavia la realtà condivisa collettivamente, regolata dalle leggi civili, dalle prescrizioni etiche e dalle regole morali definite socialmente dalle tradizioni religiose, rappresenta solo la parte emergente di un iceberg che nasconde la sua dimensione più imponente sotto la superficie.

 

Esiste una parte di realtà che rimane nascosta, difficile da registrare ed avvertire se non si attraversa fino in fondo il labirinto della mente utilitaristica focalizzata nella soddisfazione delle pulsioni istintive, dei bisogni materiali e dei desideri indotti dal flusso di energia ormonale (libido o  energia psichica)  

 

Il mito del "filo di Arianna" introduce nella coscienza occidentale la necessità di collegare le emozioni alle immagini al fine di stabilire un nesso e quindi un significato tra la realtà psichica interna e quella esterna. Si tratta di una operazione mentale che avviene spontaneamente attivata dal sistema percettivo nel suo complesso (Dedalo) quando è attivato dal desiderio psichico (Minosse) di conoscere la realtà

 

La psicoanalisi di Freud e la psicologia analitica di Jung riflettono la necessità dell'uomo moderno di rivelare quella parte nascosta di realtà che per secoli è stata compressa dall'educazione, dalle leggi e dalle prescrizioni religiose, soffocata e inibita dai comportamenti sociali e infine rimossa e stigmatizzata come  "sporca" e "deplorevole" nella psiche individuale e collettiva.  

 

Infatti le emozioni generate dal "cuore" hanno sempre a che vedere con l'assimilazione inconscia di contenuti sessuali ed erotici presenti nelle immagini, oppure delle "frequenze" associate al denaro e alla ricchezza, all'oro e alla conoscenza che deborda nel senso di onnipotenza.

 

Il vitello d'oro adorato dagli ebrei durante la fuga dall'Egitto è una trasposizione "pagana" di ciò che l'anima desidera senza mai confessarlo pienamente: denaro, ricchezza, potere, onnipotenza.

 

La realtà psichica trasmessa dalle immagini è totale, indifferente alla coscienza dell'individuo e  per questo motivo soggetta a quel fenomeno di  iconoclastia che ha come unico fine la preservazione dell'ordine sociale minacciato dalla deriva materialistica e dalla tentazione egoistica di pensare unicamente a se stessi, a propri interessi a discapito di quelli altrui.  

 

Guardare in faccia la realtà psichica  è una pratica millenaria che la mitologia greca descrive attraverso trame che rimandano sempre a un processo di integrazione della consapevolezza femminile da cui ha origine il concetto di Anima intesa come funzione, come mezzo di trascendenza.

 

"Farsi Anima" significa dunque espandere quel potere della mente femminile (l'emisfero destro) in grado di collegare le sensazioni, le emozioni e i sentimenti corporei alle immagini che le hanno suscitate.

Ogni immagine possiede un proprio specifico gradiente archetipale  in grado di stimolare nell'organismo psichico  (ghiandole del corpo e della testa) una specifica risposta, per cui la realtà , quella Assoluta, può essere decifrata sulla base delle reazioni psicomentali interne che si traducono in immaginazione, ispirazione e intuizione. 

 

L'individuo che pratica l'autocoscienza, l'autoanalisi, l'autoriflessione e l'autocomprensione non fa altro che espandere quella forma di consapevolezza prima psichica (Teseo), poi sensoriale (Bacco) e infine intuitiva (Dionisio) che permette di trascendere a stadi sempre più elevati di consapevolezza di sè (funzione Anima) e consapevolezza di relazione  (funzione Animus).   

 

Vedere la realtà richiede di eliminare gli alibi, le false convinzioni e le illusorie certezze di poter dominare la psiche eccitata dalle frequenze dell'eros e del denaro. La percezione è parassitata dai sistemi di credenza, da modelli educativi e di coscenza che inducono a ripiegare, a fuggire ed eliminare dalla vista ogni forma di tentazione.

 

Le passioni rappresentano il sale della vita, ma certamente non si può tollerare che tali passioni siano esercitate in spregio a ogni forma di rispetto dei diritti altrui, delle risorse naturali, dei principi della vita e della convivenza civile.

 

Teseo uccide il Minotauro ed elimina quella "libido maschile"  di possedere ricchezza e potere che sono spesso causa di conflitto e distruzione. Perseo, invece, deve uccidere anche Medusa, archetipo della "libido percettiva" che "pietrifica" la coscienza razionale e la persaude a coltivare le passioni materiali.

 

 

 

 

 

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