L'ARTE DI INTUIRE LA VERITA'

Canova: Venere e Adone
Canova: Venere e Adone

Se la realtà non è mai leggibile in modo certo, anche la verità non si svela mai completamente, non si denuda fino in fondo, mantenendo sempre nascosta una parte di sè che aspetta di essere rivelata con il tempo, l'esperienza e la conoscenza della realtà psichica.

 

Kant afferma che l'uomo dispone di tre facoltà cognitive : la sensibilità, l'intelletto e la ragione. La sensibilità, o percezione, è la facoltà con cui percepiamo i fenomeni e poggia su due forme a priori, lo spazio e il tempo. L'intelletto è invece la facoltà con cui pensiamo i dati sensibili tramite i concetti puri o categorie. La ragione è la facoltà attraverso la quale cerchiamo di spiegare la realtà oltre il limite dell'esperienza tramite le tre idee di anima, mondo e Dio.

 

La verità si pone sempre oltre il limite dell'esperienza. Si inizia a ricercare le verità dell'anima (fede), poi quelle del mondo intelleggibile (scienza) fino a sintetizzzare i due opposti orientamenti nella ricerca di Dio, somma di tutte le verità possibili.

 

Jung arriva alle stesse conclusioni introducendo un nuovo concetto capace di sintetizzare tutti i fenomeni visibili e invisibili, materiali e spirituali, consci e inconsci, reali e immaginari: il Sè.

 

Il Sè è concepito come un grande cerchio che contiene dentro di sè altri tre cerchi concentrici; la coscienza razionale dell'Io, l'inconscio personale e quello collettivo. Per quanto la coscienza razionale si prodighi a far diventare consci gli aspetti inconsci della psiche, esisterà sempre un margine di differenza, uno scarto di "diametro" che impedirà al ragionamento di cogliere il destino dell'anima, le leggi del mondo e il volto di Dio.

 

La tensione verso la verità assoluta, il Tutto rappresentato dal Sè cosmico, rappresenta da sempre l'anelito interiore che spinge l'uomo ad espandere i confini della coscienza nel macrocosmo che lo circonda e, nello stesso tempo di contrarre il senso dell'Io nel tempo fino a indagare le leggi della materia nel microcosmo

 

La filosofia di Afrodite, frutto più dell'immaginazione che della speculazione concettuale,  paragona la realizzazione del Sè individuale alla fenomenologia dell'uovo. Dentro l'uovo si forma l'embrione che gradualmente si sviluppa "inglobando" l'inconscio personale e successivamente l'inconscio collettivo

 

Questo processo è simile a quanto avviene durante la gestazione del pulcino che si nutre delle sostanze presenti nell'albume  per 21 giorni prima di essere completamente formato e rompere il guscio con il becco.

Allo stesso modo, ma con parametri "genetici" rovesciati,  l'energia psichica evolutiva (femminile)  feconda l'Io corporeo (maschile) e dà vita all'embrione del Sè individuale.

 

Il Sè , come affermano i mistici che lo hanno sperimentato e visto "crescere" momento dopo momento, "vive in te come Te", a significare lo stato di compresenza psichica nel cervello di una doppia identità che non è antagonista all'Io razionale, ma che è sempre presente in quanto "personificazione" dell'inconscio.

 

La verità viena "a galla" quando le due forze iniziano a contrapporsi, a diventare antagoniste, per cui accadono cose, eventi e coincidenze che impediscono all'Io razionale di avere il sopravvento. Ciò accade quando l'individuo è incapace di contenere l'istinto, di  controllare la pulsione e di trasformare la libido in amore, creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè, le quattro tappe del percorso di individuazione descritte da Jung che danno forma alla Piccola Opera degli alchimisti.

 

Il fenomeno della contrapposizione tra l'Io conscio e il Sè inconscio è descritto in chiave metaforica dalla vicenda  raccontata dalla mitologia greca in cui si  descrive l'evento della morte di Adone  ucciso  durante una battuta di caccia da Marte che aveva assunto le sembianze del cinghiale bianco.

 

L'Io razionale (Adone)  procede a soddisfare istinti, desideri, ambizioni (la battuta di caccia) dimenticando di avere come alter ego il Sè istintuale (il cinghiale bianco)  che manifesta invece i segni della pulsione inconscia scatenata dalla gelosia (Marte è  di Adone perchè è amato da Afrodite).

 

Adone incarna la forma sociale dell'Io razionale, perfettamente omologata alle richieste sociali, ma incapace di trasformare l'istinto aggressivo e la libido autoaffermativa (Marte)  in coscienza di sè (funzione anima) e coscienza di relazione (funzione animus).

 

La metamorfosi di Marte in cinghiale descrive infatti le "compensazioni inconsce"  messe in atto dalla psiche  quando reagisce  "violentemente" ogni qualvolta viene repressa, specie quando  non si ascoltano gli avvertimenti provenienti dalla mente logica-intuitiva (Afrodite ha un presentimento funesto  e scongiura Adone di non andare a caccia).