VI: OLTRE LA PERCEZIONE LOGICO-RAZIONALE

Dall'appercezione alla consapevolezza dell'etere

Canova: Perseo trionfante
Canova: Perseo trionfante

La percezione è un fenomeno complesso; non è il semplice atto di vedere le cose per quello che sono (dimensione materiale), ma contempla anche l'azione di sentire, riconoscere e nominare le sensazioni, le emozioni e  sentimenti (dimensione astrale) e la capacità più complessa di recepire le informazioni, di decodificarle e di interpretarle sulla base della personale esperienza (dimensione mentale).

 

Kant descrive tale abilità come l'espressione più evoluta della sensibilità, definendola "appercezione"  quando somma in sè tutte le possibili informazioni provenienti dal mondo esterno e da quello interno.

 

Esiste inoltre, in uno stadio più evoluto di esperienza, la possibilità di assimilare l'insieme di tutte le percezioni presenti nelle  tre dimensioni in un unico momento (dimensione spirituale), condizione che qualifica nell'alchimia orientale lo stato di coscienza del Jiva, l'Io sperimentatore conoscitore del Tutto. 

 

La percezione quotidiana  è un fenomeno prevalentemente inconscio che progressivamente, secondo cicli di sviluppo temporali codificati dagli alchimisti nei quattro atti della "Piccola Opera", può trasmutare nella percezione razionale  e intuitiva  della realtà e della verità che si traduce in conoscenza diretta e spontanea  delle cose e dei fenomeni.

 

La percezione logica-razionale  è una virtù dei filosofi e degli scienziati, mentre la percezione logica - intuitiva  si manifesta nella visione virtuosa degli artisti, dei santi e dei "condottieri", ovvero individui che perseguono un percorso di trasformazione dell'energia sessuale in amore di sè (Prudenza), creatività (Fortezza), coscienza di relazione (Temperanza) e conoscenza dei principi di equilibrio e giustizia (Giustizia).

 

Il passaggio dalla percezione logica a quella intuitiva (translogica), rappresentata in occidente dall'aureola dei santi, equivale al progresso che è avvenuto nelle telecomunicazioni dalle antenne idonee a recepire radiofrequenze, a quelle che si sintonizzano sulle frequenze corte (infrarossi) o molto lunghe (ultravioletti) come quelle delle trasmissioni televisive.

Se si concepisce la santità (o buddhità) come lo stadio intermedio di  passaggio da uno stato all'altro, si può immaginare nel filo dell'aureola dei santi  il completo dispiegamento del "filo" dell'antenna al di fuori del sostrato fisico, astrale e mentale della percezione, capace di decodificare le frequenze invisibili agli occhi e il "rumore bianco" (noise) situato alle estremità dello spettro di luce.

La percezione dei santi dischiude all'esperienza dell'inconscio collettivo che racchiude in sè  i processi di  annullamento della personalità egocentrica che sono propedeutici ai sentimenti della compassione, alla visione equanime e alla giusta discriminazione, gli aspetti più elevati che sono concessi all'essere umano che tramuta l'istinto in amore disinteressato, la pulsione in coraggio spirituale, la libido in fiducia trascendente e la percezione mentale in quella percezione spirtuale che amplifica la comprensione (spiritus mercurius)

 

Tale percezione viene  amplificata da fenomeni di inibizione dell'istinto sessuale e di sublimazione della pulsione creativa nelle emozioni del cuore che accendono a ciò che Jung definisce "funzione trascendente" , mentre i mistici orientali la paragonano a una "fiamma" che arde nel centro del petto consumando una ad una le "identificazioni" con l'ego della mente, della coscienza e dell'intelletto razionale.

Senza esserne consapevoli pratichiamo la "percezione logica- intuitiva" quando selezioniamo incosciamente le persone, le cose, le situazioni che più ci aggradano rispetto ad altre, oppure quando il desiderio  di amore, felicità, denaro e successo vien trasferito sul piano della fantasia, dell'immaginazione e dell'ispirazione creativa.

Le donne la utilizzano con successo quando vogliono sposarsi, diventare indipendenti dalla famiglia e soddisfare gli aspetti riproduttivi contenuti negli istinti primari. Gli uomini invece la usano come un'esca per prendere all'amo il "pesce" che più soddisfa l'appetito del momento.

 

In entrambi i casi la "percezione logica -intuitiva" diventa una appendice "mostruosa" (Medusa) della percezione utilitaristica finalizzata al conseguimento di obiettivi, mete, traguardi che richiedono il sacrificio dell'energia sessuale per soddisfare le ambizioni e le passioni dell' Io. 

 

Nell'antica Roma esisteva il culto di Medusa la cui effige veniva esposta all'esterno degli edifici civili, a significare il proficuo utilizzo della "percezione trascendente" per soddisfare i bisogni collettivi di "gioia, festa e trasgressione in ambiente controllato",  come avveniva durante la celebrazione di feste e rituali collegati al ciclo delle stagioni.

 

Perseo deve affrontare l'aspetto malefico di Medusa, archetipo della libido percettiva di matrice femminile, che incessantemente proietta desideri di natura materiale, finalizzati al conseguimento di un utile, di un profitto, di un vantaggio personale.

 

Siamo alla fine di un'era che  precede  quella di Cristo, archetipo della definitiva crocifissione della libido egocentrica sulla croce degli istinti primari.