VII: ALCHIMIA DELLA PERCEZIONE PSICHICA

Dalla percezione psichica alla consapevolezza alchemica

Il "Canestro di frutta" dipinto da Caravaggio rappresenta un modello compiuto di alchimia della percezione psichica. L'opera descrive in sostanza il  quadruplice processo di trasformazione delle sensazioni in consapevolezza critica di ciò che si vuole rappresentare.

 

Ciò avviene tramite l' analisi della profondità offerta dal soggetto,  la valutazione dell'intensità di luce, l'elaborazione delle forme all'interno di uno spazio mentale (lo sfondo giallo) e la sapiente disposizione delle frutta e delle foglie dipinte nel culmine della maturazione e della imminente fase di decomposizione.

Per la prima volta nella storia dell'arte la rappresentazione della "natura morta" diventa oggetto di riflessione e trasformazione delle sensazioni psichiche in una immagine astratta (mentale) che deve soddisfare un bisogno interiore di realtà, verità e perfezione della conoscenza.


Il dipinto descrive un processo di integrazione del pensiero logico (analisi, vaglio critico, elaborazione intuitiva, sintesi dialettica) all'interno della percezione psichica al fine di offrire un significato spirituale alla composizione che permette di andare oltre l'aspetto sensoriale ed estetico della raffigurazione.

 

A differenza del pensiero razionale che  procede per esclusione, differenziazione e separazione degli elementi al fine di far risaltare l'elemento destinato a  diventare un modello da imitare, il pensiero logico evolve retrocedendo continuamente dalle conclusioni più immediate, al fine di mantenere aperta la possibilità di integrare quegli elementi del discorso che normalmente vengono scartati dall'intelletto razionalizzatore, rimossi dalla coscienza e trascurati dalla percezione utilitaristica.

 

La logica alchemica, retrocedendo (come lo scorpione) da ogni forma di razionalizzazione  precostituita da dogmi, leggi, principi; preformata dalle norme sociali, politiche e religiose e preclabata dalla percezione finalizzata agli scopi, conduce a formulare continue "ipothesis" che lasciano spazio all'irruzione della fantasia, dell'immaginazione e dell'ispirazione. 

 

Caravaggio applica diligentemente la "medicina alchemica" che prescrive tre gradi di "putrefazione" della materia cerebrale responsabile dei processi di razionalizzazione  della percezione (psichica, sensoriale e intuitiva) finalizzata agli scopi. 

La "putrefazione" riassume in sintesi la volontà di abbandonare la consueta visione delle cose per cercare invece di rappresentare ciò che la "mente archetipale"  dispone secondo la sua specifica logica.


Il Canestro di frutta è posto sotto "tensione" da quattro linee diagonali che convergono idealmente verso il centro, al fine di esaudire e soddisfare le "forze" suggerite dai concetti "chemici" di equilibrio, intensità, profondità e astrazione.

1. La composizione risulta perfettamente equilibrata quando la "percezione psichica" è infine appagata dal risultato raggiunto. La disposizione millimetrica di ogni foglia o frutto non riflette una realtà esterna, ma è appunto l'unica soluzione accettata. Non esistono valide alternative a quella specifica composizione. E' unica e irripetibile, anche per l'artista stesso.

2. L'intensità di linee è piena e completa. Non manca nulla, né in numero né in qualità di oggetti da inserire. Caravaggio sente la necessità di far capire che la frutta è in decomposizione, poiché l'intensità della percezione è influenzata dallo scorrere del tempo, dall'ineluttabilità della consumazione, mentre la profondità della percezione dipende dalla qualità delle informazioni visive e dalla conoscenza delle immagini recepite e collocate ordinatamente nella memoria evolutiva.

3. La profondità non viene cercata attraverso una collocazione prospettica degli elementi, ma ponendo il canestro sul bordo del tavolo, metafora di un limite "fisiologico" connesso alll'assimilazione "cognitiva" di ciò che viene percepito. Siamo sempre in una situazione precaria. Non possiamo permetterci di essere "profondi", nemmeno psichicamente, poiché il carattere soggettivo della percezione sensoriale è un limite fisiologico e quindi "spirituale" invalicabile.

4. Infine, per rispondere a un effettivo bisogno di contestualizzare la propria opera sul piano della trasformazione della dimensione psichica (arancio) in quella mentale (giallo), Caravaggio dipinge la frutta all'interno di uno sfondo giallo. E' una operazione di astrazione e distacco di tutto ciò che è percepito dai sensi che conduce, secondo Aristotele, a forme sempre più elevate di consapevolezza razionale - intuitiva (animus mercurius) dello spazio e del tempo.