ALCHIMIA DELLA PERCEZIONE INTUITIVA

Dalla percezione intuitiva alla conoscenza della realtà

"E' un assurdo pregiudizio supporre che l'esistenza puo' essere solo fisica. Allo stato dei fatti,la sola forma di esistenza di cui abbiamo immediata conoscenza e' psichica [cioe' mentale].Noi dovremmo sapere bene al contrario,che l'esistenza fisica e' una pura inferenza,dato che noi conosciamo la materia soltanto attraverso la percezione di immagini psichiche,a loro volta mediate dai sensi".

(Carl Gustav Jung, citato da Dean Radin in The Conscious Universe,1997,pp. 324-25)


La coscienza razionale dell'Io esige una separazione tra il soggetto e l'oggetto. Mi guardo allo specchio e mi vedo in quanto corpo fisico, ma nello stesso tempo penso dentro me stesso e mi riconosco di essere una entità coscienza diversa dal corpo.

Questo fenomeno, chiamato da alcuni neuroscienziati "monismo dal duplice aspetto percettivo", innesca spontaneamente lo sviluppo della riflessione associativa, per cui decodifico le immagini percepite dall'occhio non disgiunte dalle sensazioni ad esse connesse.

Quando l'occhio si rivolge all'interno e inizia ad esplorare gli umori, gli stati d'animo, le sensazioni fisiche, le emozioni psichiche e a indagare sul significato dei sentimenti in rapporto alle immagini percepite, avviene un significativo cambio di prospettiva per cui si iniziano ad osservare le cose con gli occhi dell'anima.

Se diventiamo sensibili alla vita interiore, come lo sono le donne in forme spesso esasperanti, possiamo diventare progressivamente consapevoli delal continuità esistente tra sensazione ed emozione, intuizione e ispirazione, pensiero creativo e immaginazione, sentimenti dell'anima e passioni del cuore, coscienza discriminante e conoscenza della realtà.

In breve tempo avviene una trasformazione dei sensi fisici in sensi psichici e infine mentali. Il triplice passaggio avviene per gradi attraverso la pratica costante, giornaliera e ininterrotta delle "sei modalità" dell'appercezione: autoavvertimento psichico, propriocezione, introspezione, raccoglimento,  contemplazione e meditazione.

A ogni stadio di espansione dello "sguardo interiore" aumenta la capacità di rimanere concentrati, assorti, distaccati, immobili fino a raggiungere gli stati meditativi più profondi.
La meditazione attivata tramite una sei modalità della percezione interiore ha il pregio di sviluppare il collegamento tra i cinque sensi corporei con la struttura psichica formata dalle ghiandole endocrine del corpo e la struttura mentale formata dalle ghiandole del cercello.

Il collegamento viene innescato dall'autoavvertimento psichico, per cui mi accorgo di ciò che sta accadendo dentro e fuori di me, qui e ora, fino a comprendere il significato anche simbolico delle immagini associate ai sentimenti che conduce a una feconda interpretazione dei gesti e delle parole e a una conoscenza "trascendente" dei dati oggettivi.

L'approccio  trascendente alla realtà, simbolicamente rappresentato dall'icona della Vergine in cui evolvono le facoltà percettive che vanno oltre la logica-razionale,  ha l'effetto di mettere in discussione i paradigmi della razionalità occidentale su cui si strutturano ogni forma di pensiero e di ricerca della verità e di esaltare le facoltà della mente intuitiva di recepire  in anticipo le immagini archetipali che strutturano la realtà.

 

La mente intuitiva è per sua natura logica e discorsiva e apprezza la condivisione e lo scambio delle esperienze, mentre rifugge da ogni schematismo dogmatico e razionalizzatore. Allo stesso tempo attira a sè le esperienze del conflitto, del disagio emotivo, dell'incomprensione e della sofferenza al fine di scardinare le ultime resistenze dell'Io razionale, proiettato invece a organizzare, programmare e pianificare ogni aspetto dell'esistenza.

Alle spalle della Madonna con Bambino, Leonardo dipinge quattro aperture, metafora delle quattro esperienze spirituali generata dalla percezione intuitiva. A ogni finestra corrisponde uno stadio di sviluppo della coscienza razionale resa possibile alla pratica quotidiana dell'autoanalisi, dell'autocoscienza e dell'autoconoscenza attiavte dalla meditazione passiva o attiva  dei pensieri quotidiani.

Durante la meditazione la coscienza razionale dell'Io, situata nell'emisfero sinistro del cervello, cede il posto all'identità dell'anima (il Sè) in grado di esercitare il dominio sulla coscienza delle immagini e sul loro riflesso nella coscienza individuale. La filosofia del Vedanta lo definisce "lo sperimentatore" o Sè.

Alla prima apertura di luce corrisponde la dimensione creativa sperimentata dal soggetto che si affida solo al proprio istinto (il sè istintuale). La coscienza è puramente sensoriale e tra l'oggetto e il soggetto esiste una indifferenziazione prelogica.

Evolvendo nella percezione logica il soggetto sperimenta la coscienza razionale (il sè razionale) che include quella sensoriale e si espandono le qualità critiche definite dalla differenziazione pseudologica tra oggetto e soggetto.

Nel terzo stadio di sviluppo il soggetto (il sè intuitivo) include la coscienza sensoriale e razionale in quella intuitiva per cui si iniziano a sviluppare le doti dell'intuizione che procedono dalla capacità di discriminare con logica le immagini dal loro contenuto.

Nella quarta dimensione creativa il soggetto (il sè principiale) conquista la coscienza dell'Anima che include le tre precedenti per cui si incrementa la capacità di analizzare la realtà attraverso i simboli e di interpretare i simboli secondo un processo di differenziazione caratterizzato dalla percezione translogica.

 

Kant afferma che è impossibile conoscere la realtà così come è  perchè è un fenomeno in divenire (il noumeno) che trascende le facoltà critiche, razionali e cognitive dell'individuo.  Solo conoscendo a priori le forme (gli archetipi) in grado di dare significato agli eventi, la realtà può essere  modellata dalla mente intuitiva che la percepisce e diventare  oggetto di interpretazione (il fenomeno).

 

Jung riprende il concetto kantiano  e lo amplifica, riconoscendo nella mente (che definirà Inconscio) la potenzialità di andare oltre gli aspetti visibili dell'esperienza al punto di penetrare all'interno di un universo simbolico (l'inconscio collettivo) in cui ogni fenomeno è dotato di una propria "immagine" archetipale.

 

L'arte, la mitologia e persino le trame del cinema sono una manifestazione tangibile della percezione intuitiva in grado di procedere ordinatamente attraverso un percorso costellato di immagini, simboli e archetipi  preselezionati a priori dalla mente inconscia all'interno dell'inconscio personale e collettivo.

 

Sperimentare la mente inconscia  e illuminare la percezione intuitiva è l'obiettivo dell'Alchimia orientale e occidentale. In oriente viene paragonata alla proboscide di un elefante, mentre  in occidente viene rappresentata come il filo utilizzato da Afrodite per  "scendere" nelle profondità della psiche e "pescare"  gli arcehtipi che costellano il percorso di trasformazione della coscienza razionale dell'io nella coscienza del Sè.