XII. OLTRE L'INTUIZIONE LOGICO-RAZIONALE

Canova: Dedalo e Icaro
Canova: Dedalo e Icaro

Quando la coscienza razionale dell'Io  è modellata socialmente dall'educazione, dall'istruzione e dalla religione, l'individuo si comporta  civilmente, ma dimentica di poter essere vittima del Sè inconscio  (istintuale, creativo e cognitivo) una grandezza che lo sovrasta nel momento in cui la percezione utilitaristica, il ragionamento finalizzato agli scopi e l'intelletto razionalizzatore impedisce la trasmutazione della pulsione in amor di sè, coraggio e fiducia in se stessi.

 

Il Sè inconscio si rapporta all'io come una controparte invisibile a cui si lega con un doppio filo al fine di  provocare, indurre e far accadere quelle compensazioni che, risvegliando la "funzione trascendente", proiettano l'individuo al di fuori del labirinto razionale (Dedalo l'architetto) dentro cui normalmente si "tiene prigioniera" la pulsione di agire, fare, progettare, creare, autoaffermarsi e realizzarsi nel mondo (Icaro).   

 

La filosofia di Afrodite riconosce tre stadi di esperienza del Sè inconscio che si rivelano man mano che l'energia psichica evolutiva scende nelle profondità dell'inconscio  stimolando il patrimonio di coscienza e di conoscenza racchiuso nell'inconscio colelttivo.

 

1) Il Sè istintuale  (Marte) minaccia costantemente le deboli difese dell'Io razionale (Adone) e rivela egoismi dissimulati, idiosincrasie celate e manie di grandezza mistificate da atteggiamenti di falsa modestia. Quando la pulsione istintuale (Psiche)  viene "risvegliata" da Eros (figlio di Afrodite)  allora rivela il percorso di trasformazione della percezione utilitaristica ed edonistica  attraverso le strutture analitiche, razionali, intuitive e cognitive del cervello (la favola di Eros e Psiche)

 

2) Il Sè creativo (Teseo/Perseo/Eracle) induce le pulsioni inconsce che  minacciano la stabilità dell'Io quando emergono desideri e appetiti (libido) che conducono la mente razionale a focalizzarsi sugli aspetti materialistici dell'esistenza.

 

Il Sè, agendo come fattore di compensazione dell'Io, induce e o reprime la libido appetitiva (Minotauro), appagativa (Medusa) e affermativa (Cerbero), al fine di riportare in equilibrio aspetti dell'ego irrisolti o già ipertrofici. In ogni caso riattiva elementi dell'inconscio personale, ereditario e sociale, che ci spingono istintivamente a compiere azioni che si rivelano decisive (Urano) per  andare oltre i limiti definiti culturalmente dalla percezione analitica, dalla coscienza etica e morale dagli schemi precostituito dal pensiero logico-razionale.

 

3) Il Sè cognitivo (Zeus) si contrappone invece all'intelletto razionalizzatore (Saturno Cronos) costringendo l'individuo ad ricercare le vette più elevate della conoscenza anche privo della necessaria preparazione. Inconsciamente si dubita di ogni dogma, di ogni certezza e assioma filosofico  e si procede per intuizione, ignorando completamente i testi sacri, le opere filosofiche o i libri specialistici. Il Sè cognitivo esplora la verità attinegendo dalle immagini archetipali che emergono dall'inconscio collettivo quando si giunge a praticare la meditazione attiva (Nettuno) e ci immerge nell'oceano cosmico (il Sè Universale).

 

La meta della filosofia di Afrodite è di giungere a illuminare la mente inconscia (il monte Olimpo)  in cui risiede il Sè cognitivo (Zeus) da cui ha origine i processi di compensazione inconscia che  mandano in "putrefazione" titto ciò ch eriteniamo certo, vero, reale e assoluto, 

 

L'istinto di conoscere la realtà (il Sè percipiente rappresentata dall'aquila)  manda in "putrefazione" la mente razionale finalizzata agli scopi. La pulsione di conoscere le verità (Il Sè trascendente) costringe l'individuo ad avvalersi della fantasia, dell'immaginazione e dell'intuizione per andare oltre  gli schemi omologati dalla cultura razionale e sperimentare la "metamorfosi" dell'anima.

Questo atteggiamento induce la "putrefazione" della coscienza razionale dell'Io ancorata a schemi di pensiero, pregiudizi e sistema di abitudini che impediscono una chiara visione della realtà e della verità.

 

Quando la libido di conoscere il Tutto (il Sè cosmico) si svincola dalla coscienza razionale,  l'intelletto razionale-intuitivo si avventura ad indagare ed avvalorare tesi che sfociano nel misticismo, nell'irrazionale, oppure nella critica ideologica, dogmatica e comunque autoreferenziale. Entrambi gli atteggiamenti, posti alle estremità dell'esperienza cognitiva, producono la "putrefazione" dell'intelletto razionalizzatore e la conseguente disponibilità di energia psichica si riversa nuovamente nella ricerca di principi, leggi e modelli religiosi e scientifici in grado di descrivere e comprendere il Sè cosmico.

 

Il Sè cognitivo contrasta ogni forma di speculazione che non sia radicata nell'esperienza ed "offre" un viaggio di conoscenza dei simboli della trasformazione dell'intelletto razionale- intuitivo (Ulisse) nell'intelletto del Sè supercoscente (Nessuno) in grado di ripercorrere simbolicamente le tappe della trasformazione della libido sessuale (Circe), creativa (Le Sirene) e cognitiva (Polifemo)  in amore per la realtà, la verità e la bellezza che emana dalla mente femminile (Penelope) che da "sempre" tesse il filo dell'intuizione simbolica e archetipica (translogica)

 

Il "volo" compiuto dall'intuizione translogica si compie  realizzando le "ali di cera" che Dedalo posizione sulle sue spalle e in quelle del figlio Icaro. Il viaggio che conduce fuori dal labirinto razionale può essere mortale se la pulsione creativa e cognitiva, incarnata da Icaro,  rifugge dalla prudenza e si fa prendere dall'esaltazione di  sentirsi quasi prossimi alla verità assoluta (il sole).  Così come il sole scioglie le ali di cera di Icaro , così  l'intuizione che si spinge troppo vicino alla verità senza comprenderla corre il rischio di prendere abbagli e di precipare nell'oceano dell'illusione  sotto gli occhi indifferenti del mondo.