INTUIZIONE TRASCENDENTE

Leonardo: Leda e il cigno
Leonardo: Leda e il cigno

Intuizione logica (ragione umana) e translogica (ragione divina)

"La ragione umana ha questo peculiare destino in un genere delle sue conoscenze: che essa viene afflitta da domande che non può respingere, perché le sono assegnate dalla natura della ragione stessa, e a cui però non può neanche dare risposta, perché esse superano ogni capacità della ragione umana." (Kant, Ragione pura A VII) . 

 

Gli antichi greci avevano affidato agli Dei dell'Olimpo il compito di "gestire" le faccende umane, afflitte dal Caos, dal Caso, dalla Necessità e dal Destino, regno indiscusso di Urano. Saturno uccide il padre, lo castra e getta i testicoli in mare con il preciso intento di cancellare definitivamente la progenie di uomini "irrazionali" che crede nell'esistenza di un piano divino universale, nella fratellanza cosmica e nell'esistenza di una percorso di individuazione che conduce alla liberazione in vita.  

 

Ma la razionalità finalizzata agli scopi primari della sopravvivenza rende gli uomini schiavi di se stessi, liberi di esercitare il dominio sulle cose, di programmare la vita, ma comunque inermi di fonte al Fato, all'ineluttabile svolgersi della Tragedia edipica, per cui si finisce per uccidere il padre, simbolo della repressione dei comportamenti irrazionali, per compiere un rapporto incestuoso con la ragione intuitiva della madre che permette all'inconscio di irrompere sullo scenario della vita.

 

Dal punto di vista psicoanalitico, l'inconscio contiene desideri (e le idee ad essi collegati) banditi ed estromessi dalla coscienza grazie al meccanismo della repressione. Ovunque si incontri un certo tipo di repressione è presumibile attendersi di trovare il relativo tipo di inconscio.

 

Zeus, simbolo della ragione discorsiva che si presta a ogni sorta di metamorfosi intuitiva, uccide Saturno e sale sul trono dell'Olimpo grazie alla nascente capacità dell'individuo di esercitare la "percezione cognitiva" (l'aquila di Zeus) delle faccende umane.

 

Gli alchimisti-astrologi utilizzavano in tal senso un artificio simbolico di grande effetto psicologico: collocavano il pianeta  "Saturno in esilio" nella parte inferiore dello zodiaco (Fondo cielo) e incoronavano Zeus nel punto più elevato (Medio cielo) per affermare simbolicamente il primato della ragione intuitiva-discorsiva sulla razionalizzazione repressiva.

 

La decisione segnava l'inizio alla ricerca delle motivazioni che spingono la percezione inconscia (il cigno) a ricercare, in una prima fase, quegli elementi psichici che non sono opposti, ma dualistici. Ogni dualismo significa inconsapevolezza, cecità, buio della coscienza e fa emergere dall'oscurità il desiderio di una risposta (la Dea Nèmesi), di una luce che illumini la realtà  psichcia e la verità inconscia. Infatti  per la ragione discorsiva-dialettica  (Zeus) tutti gli opposti sono interdipendenti e inseparabili, non duali, coicidentia oppositorum.

 

 

 Se non si sopprime l'inconscio (Zeus insegue Nèmesi nel fondo del mare sotto forma di pesce), e si proietta la percezione inconscia nello spazio mentale in cui può avere avvio la funzione trascendente (Zeus in veste cigno seduce Nèmesi), allora diventa  possibile "fecondare" quella parte del cervello (le uova) in cui germinano l'intuizione logica (Castore, il mortale) e l'intuizione translogica (Polluce, l'immortale). 

 

La percezione inconscia non è una attività che si può esercitare consapevolmente. Accade ogni qualvolta  la psiche nel suo complesso (fig.8) genera un movimento di introversione della percezione (Atena con il pavone) da cui emergono le tre modalità della percezione:l'autoavvertimento psichico (la sirena), la propriocezione sensoriale (Venere con i fiori) e l'introspezione intuitiva (la barca di Afrodite). 

 

Leonardo descrive il fenomeno neuropsicologico nel momento in cui Zeus stringe a sè con tenerezza la ninfa Leda, mentre ai suoi piedi si schiudono le facoltà dell'intuizione logica e translogica (Castore e Polluce) in grado di compiere ciò che è precluso all'intelletto: la formulazione di idee e immagini trascendenti (metafore, allegorie e emblemi) capaci di offrire un concetto agli oggetti percepiti dall'interno (intuizione logica) e un significato alle esperienze, agli eventi, ai fenomeni e alle immagini apparentemente prive di senso, razionalità, logica e spiegazione (intuizione translogica)

 

"La ragione - come scrive Kant - non si riferisce mai direttamente a un oggetto, ma sempre soltanto all’intelletto, attraverso il quale accede al proprio uso empirico. Io asserisco, dunque, che le idee trascendentali sono inadatte a qualsiasi uso costitutivo, per cui debbono fornire concetti di oggetti; e che se sono intese in questo modo, si risolvono in semplici concetti raziocinanti (dialettici).

 

Esse hanno però un uso regolativo vantaggioso e imprescindibile, consistente nel dirigere l’intelletto verso un certo scopo, in vista del quale le linee direttive delle sue regole convergono in un punto, che — pur essendo null’altro che un’idea (focus imaginarius), cioè un punto da cui non possono realmente provenire i concetti dell’intelletto, perché è fuori dell’esperienza possibile — serve tuttavia a conferire a tali concetti la massima unità ed estensione possibile."  (I. Kant, Critica della ragion pura).

 

Così come l'intelletto scientifico ha potuto progredire grazie all'utilizzo di formule, diagrammi e funzioni che non avrebbero potuto dimostrare nulla senza l'ausilio dei numeri irrazionali, anche l'intelletto filosofico non avrebbe potuto concepire idee trascendenti (metafore, allegorie, emblemi) in grado di andare oltre l'esperienza razionale, se non fosse capace di intuire il significato logico e translogico suggerito dagli archetipi.