LA FUNZIONE TRANSLOGICA

Percezione, coscienza e conoscenza simbolica

Botticelli: "Il Magnificat"
Botticelli: "Il Magnificat"

La funzione supercosciente  non deve essere confusa con la sensitività che  una specie di talento innato attivato in particolari condizioni di stress o eccitazione psichica. 

 

Il concetto di sensitività spiega complessivamente "l'insieme delle facoltà che permettono ad un individuo di produrre fenomeni di percezione extrasensoriale e di psicocinesi." La sensitività può manifestarsi sia in stato di veglia che durante il sonno ed in numerosi casi anche in stato di ipnosi e di trance.

La cosa poco chiara è da sempre stata la tipologia di persone che possederebbero facoltà sensitive. La sensitività non dipende dal sesso della persona, dall'età, dalla costituzione o dalla sua intelligenza.

 

La funzione supercosciente invece dipende esclusivamente dal percorso evolutivo compiuto dall'individuo  che trasmuta la percezione (Opera al Nero), trasforma la libido in coscienza umana e spirituale (Opera al Bianco) e infine, al termine dei tre gradi di "putrefazione" della mente razionale, dispiega il "filo" della funzione supercosciente  ed entra in contatto con l'inconscio collettivo (opera al Rosso)    

 

A differenza della funzione trascendente (fantasia, immaginazione e ispirazione) che si estrinseca per effetto delle compensazioni inconscie causate dal conflitto psichico, dal disagio emotivo e dall'oscillazione umorale, la funzione supercoscente emerge al termine di un lungo lavoro di introversione della percezione (Nigredo), dell'immaginazione (Rubedo) e dell'intuizione (Iosis) che conduce ad esplorare il significato simbolico dei fenomeni e degli eventi (Albedo)

 

Il concetto di funzione supercoscente è rappresentato simbolicamente da Botticelli nell'immagine della "corona d'oro" posta sul capo della Madonna del Magnificat da due angeli vestiti di bianco.

 

Il dipinto descrive simbolicamente i tre Atti della "Grande Opera" (La Madonna con il Bambino) e le tre operazioni di trasmutazione della funzione trascendente (i tre angeli) nell'intuizione logica e translogica (i due angeli che porgono la corona) indispensabile per attivare le dodici (tre x quattro) operazioni alchemiche che condurranno alla "putrefazione" della mente razionale. 

 

La Madonna con il Bambino sintetizza la trasmutazione della percezione (la veste nera della Madonna), di trasformazione della libido in amore, creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè (le vesti bianche del Bambino) e illuminazione della facoltà percettive, creative e cognitive che avvengono durante l'introversione della percezione (autoavvertimento/il velo nero, propriocezione/rosso e introspezione/rosa ). 

 

La Madonna con gli occhi rivolti all'interno (introspezione) è immersa nell'ascolto della "mistica musica" generata dalla fantasia, dall'immaginazione e dall'ispirazione del cuore (l'immaginazione alchemica) durante i "tre cicli" di "putrefazione" della percezione razionale (l'angelo della nigredo), della coscenza razionale (l'angelo della rubedo) e dell'intelletto razionale (l'angelo dello Iosis).  

 

La fase di "annichilimento" delle facoltà razionali espande le potenzialità dell'emisfero destro di recepire il significato simbolico delle esperienze di de-potenziamento dell' Io che culminano nella "morte e crocifissione" della libido, rappresentata simbolicamente dal frutto della melagrana.

 

La "putrefazione"  della mente razionale rappresenta di fatto un inevitabile processo di  de-costruzione dell'ego, dell'identità di relazione e spesso della reputazione sociale- professionale. Nel RInascimento veniva definita "follia divina", la stessa che aveva condotto San Francesco ad abbandonare la vita materiale e donare i beni paterni, oppure veniva evocata dal "Folle" (il Fou), la lama dei tarocchi che individua la fase finale di eliminazione dell'istinto di possesso. 

 

Nell'uomo contemporaneo,  la "follia divina" può essere identificata come la fase in cui si studia il significato simboli delle esperienze, dele prove e delel sofferenze, si studia la natura degli archetipi e si affina l'intuizione logica e translogica di ciò che Jung ha definito come  "percorso di individuazione" che conduce al Sè.

 

Tale intuizione, rappresentata da Botticelli dai due angeli dell'Albedo, struttura la "corona extrasensoriale"  (percezione, coscienza e conoscenza simbolica)  in grado di canalizzare la  "luce divina" (gli archetipi) che "illuminano" la via artistica alla visione di ciò che è reale e vero, la via psicologica alla trasformazione della coscienza razionale dell'Io nella coscienza del Sè e la via filosofica alla conoscenza della sincronicità e serendipità dei fenomeni e degli eventi.