Bosch: Storie della Passione
Bosch: Storie della Passione

La conoscenza alchemica della realtà e della verità non è mai disgiunta dai contenuti visibili e invisibili presenti nell'etere, la sostanza che veicola l'onda elettromagnetica nell'aria e in tutti i tipi di conduttori.  Dal semplice brusìo di fondo alle informazioni provenienti da persone, libri e mezzi di comunicazione, la mente del Lapis riesce a decodificare i contenuti logici e translogici presenti in ogni  parola immagine, suono ed emozione (il Verbo) senza alcuna discontinuità.

 

La conoscenza che procede tramite l'etere non è orientata a scoprire i principi della scienza e della tecnica, ma si focalizza nell'attimo presente fino a coincidere con la vita stessa.  Vivere è conoscere e la conoscenza diventa l'attività primaria della mente "illuminata" dall'etere, pervasa dalla "luce divina" (Spirito mercurialis) in grado di veicolare i simboli della trasformazione e gli archetipi che informano i giochi (lila) della coscienza individuale (Anima mundi) e collettiva (Spirito del tempo) (fig.10)

 

L'apertura alla percezione dello spettro di luce nella sua completa estensione che va dalle onde corte (inferiori ai 400 nm) e onde lunghe (superiori ai 700 nm) caratterizza la visione totalizzante del Sè (fig.9) che dischiude all'esperienza simultanea dell'amore universale  e della conoscenza ominicomprensiva.

 

Esistono sostanzialmente due vie all'illuminazione della mente cognitiva (Il Sè cognitivo). La Via Umida (artistica) procede attraverso l'Arte Alchemica e cioè un percorso di trasformazione che si compie tramite la meditazione simbolica di immagini, testi, sogni e visioni trascendenti indotte dalla sublimazione delle emozioni del cuore  in fede, devozione, culto della mente intuitiva.

 

La Via Secca (mistica)  procede attraverso la "mortificazione" del corpo e delle sue pulsioni, la rinuncia ai piaceri e ai beni materiali per perseguire il sentero di individuazione che conduce all'esperienza della Passione di Cristo e alla "morte e crocifissione" della libido materiale, sociale e spirituale su cui si fonda il "contratto di interesse" tra gli uomini. 

 

La Via Secca era considerata nel Medioevo più breve, ma la più difficile da sostenere fino in fondo se non abituati alla clausura e all'ascetismo che essa comporta. L'alchimia della mente razionale poteva essere praticata nei monasteri, oppure in particolari condizioni di distacco dal mondo, di eremitismo, di rinuncia ai privilegi di casta e ai beni terreni.

 

Il sacrificio della libido è talmente radicale da provocare una immediata "putrefazione" della mente razionale che apre alle esperienze della "compassione cristica" indotta sul psicosoma  dalle frequenze infrarosse.

Quando la percezione delle onde elettromagnetiche sale oltre i 700 nm, per cui siamo sensibili al sangue, alla sofferenza, al dolore, alle miserie del mondo al punto da perdere completamente la coscienza razionale e l'amor proprio (amor sui), allora anche la libido materiale (Jesus), sociale (Nazareno)  e intellettuale (Re dei Giudei) perde di vigore, forza e volontà autoaffermativa .

 

E' in questo frangente che la mente cognitiva (il Sè), nello sforzo di mantenere stabile la coscienza dlel'Io, attinge agli archetipi religiosi presenti nell'inconscio collettivo al fine di dare un senso spirtuale al "dramma" che sta per accadere.

 

Se il fenomeno della compassione e dell'amore universale, peculiari dell'archetipo di Cristo, non avviene in un ambiente isolato, ma durante la normale vita quotidiana, gli effetti possono essere dirompenti sul piano psicologico e devastanti dal punto di vista economico e professionale.

 

Fallimenti, perdita di beni materiali, misticismo e improvvise conversioni religiose, sul modello della conversione di Saulo, sono il prodotto di una improvvisa irruzione dell'archetipo della "compassione" presente nella gamma delle frequenze infrarosse che si trovano all'estremità dello spettro.  "Gli archetipi - come scrive Jung - sono forme tipiche della comprensione, e dovunque si tratti di percezioni uniformi che si ripresentano regolarmente si tratta di un archetipo, che se ne riconosca o no il carattere mitologico" 

 

Gli artisti/filosofi del Rinascimento avevano invece sperimentato la possibilità di praticare la Via Umida espandendo le qualità della percezione femminile (psichica, sensoriale e intuitiva) che si traduceva, dopo un primo periodo di apprendimento artistico/filosofico/religioso in percezione critica (arte nigrescente), razionale (arte rubescente) e cognitiva della realtà (arte albescente).

 

A differenza della Via Secca basata sullo sviluppo dell'anima religiosa in grado di compiere il sacrificio totale della libido, la Via Umida prescrivera un graduale sacrificio attuato grazie alla "sublimazione" della pulsione sessuale in amore, creatività, coscienza di relazione e desiderio di conoscenza che rappresentano di fatto i Quattro Atti della Piccola Opera.

 

Il concetto è rappresentato simbolicamente da Bosch nelle "Storie della Passione". All'interno della pupilla l'artista dipinge "il cigno che si ferisce il petto per nutrire il petto",  simbolo della capacità  istintiva del padre e dela madre di trascendere il proprio ego facendo leva sull'amore per la prole. Sacrificando la libido sessuale per amore dei figli, della famiglia , e quindi veicolando l'energia mentale sul lavoro e i doveri quotidiani (archetipo della Vergine),  diventa possibile accedere gradualmente  alle estremità delle frequenze ultraviolette (inferiori ai 400 nm) dove si collocano gli archetipi spirituali in grado di  espandere la percezione anche sul  fronte degli infrarossi (la passione di Cristo) 

 

 

La Via Umida rappresentava dunque  la "via longhissima" praticata dagli artisti, dai filosofi e dai saggi che non vogliono rinunciare ai piaceri della vita, alle soddisfazioni materiali, alla ricchezza economica che la realizzazione del Sè cognitivo permetteva di conquistare al termine di tre fasi di trasformazione della percerzione (opera al nero), della coscienza (opera al bianco) e della conoscenza (opera al rosso)