LA FUNZIONE DISCRIMINANTE

Percezione, coscienza e conoscenza discriminante

Michelangelo: il Giudizio Universale
Michelangelo: il Giudizio Universale

Siamo quotidianamente travolti da sensazioni, emozioni e sentimenti di amore e odio, attrazione e repulsione, disagio e conflitto che la Mente in quanto Mente (il nous aristotelico), di per sè neutra ed impassiva, deve invece costantemente sostenere la coscienza dell'Io, renderlo vigile, attento, oppure, nel caso in cui sia rimasta allo stato "grezzo", svogliato, distratto, incapace di cogliere il significato delle immagini e delle parole.

 

Anche di notte, quando la coscienza di veglia entra in uno stato di sonno profondo, la mente continua incessantemente a produrre immagini, trame e visioni in forma di sogni che rappresentano un prodotto puro dell'inconscio, frutto dell'attività combinatoria di elementi rimossi, dimenticati, oppure recepite a livello subliminale. 

 

L'interpretazione logica e translogica dei sogni permetterebbe a chiunque di accedere a forme più elevate di consapevolezza dell'etere, se non fosse che il sogno presenta - come scrive Jung - "una scarsa tensione energetica: la discontinuità logica, al frammentarietà, le formazioni analogiche, le associazioni superficiali di natura verbale, fonica e figurativa, le contaminazioni, l'irrazionalità dell'espressione, l'intricatezza, ecc..".

 

I sogni sono troppo difficili da usare per la "funzione trascendente" (fantasia, immaginazione, ispirazione), a meno che non ci sia una forte tensione energetica, la stessa che permette all'artista, al filosofo e al mistico di  manifestare quelle intuizioni spontanee che avvengono durante fasi di elaborazione cosciente del materiale subliminale.  

 

L'ìnconscio personale è un "deposito" che contiene tutti i ricordi perduti e anche tutti quei contenuti che sono ancora troppo deboli per poter diventare coscienti; inoltre quanto più un contenuto di coscienza perde valore, tanto più facilmente scompare sotto la soglia, rimanendo anche per molto tempo nel "limbo". 

 

In questo "limbo" sono presenti tutti gli archetipi che strutturano la coscienza individuale sulla base di un imprincting "universale". Gli archetipi fanno parte del nostro inconscio collettivo ereditato geneticamente e culturalmente, in grado di generare istinti, ovvero impulsi di attività che procedono, senza una motivazione conscia, da una costrizione interiore, oppure intuizioni che ci conducono, senza una vera vocazione cosciente, ad affrontare determinate esperienze invece di altre.

  

La vicenda mitologica di Ercole è la rappresentazione più esauriente di tutto ciò che accade nella sfera intellettiva (Ercole è un semidio) quando vengono attivati gli archetipi di percezione, comprensione e conoscenza dell' inconscio collettivo sollecitato dalla ragione discorsiva (Zeus) che dischiude alla sapienza spirituale (Nettuno)

 

Per attingere al patrimonio di conoscenze spirituali contenute negli archetipi che costellano il percorso di individuazione (fig. 8), occorre "scendere" nell'inconscio collettivo (l'oceano) collegandosi direttamente con il "filo" dell'intuizione supercosciente (Afrodite Urania) .

 

La discesa nell'inconscio collettivo (il limbo immaginato da Michelangelo) avviene quando la percezione introversa (l'introspezione della Vergine) riesce a rallentare, fino a fermare il flusso di pensieri, immagini e impressioni che caratterizza la vita psichica dell'individuo.

 

E' in questo frangente che la mente intuitiva (la Vergine) inizia ad operare attraverso la  "funzione discriminante" (i piedi intrecciati associati al segno dei pesci) e la "funzione cognitiva (i polsi intrecciati sul petto associati al segno dei gemelli) che danno forma e contenuto all'esperienza cognitiva fine a se stessa (il Sè cognitivo)

 

Quanto più si rallenta l'attività psiconeurologica della mente, quanto più vengono sollecitate quelle parti del cervello in cui sono riposti gli "istinti spirituali" (sublimazione, autosacrificio e individuazione) e le intuizioni temporali (sincronicità, serendipità e chiaroveggenza) che identificano livelli sempre più elevati di iniziazione.

 

Gli istinti di sublimazione, di sacrificio e di individuazione sono in genere "risvegliati" dai processi di introversione della pulsione istintiva (sessuale)  (il serpente ourobos*) indotta dall'energia ultravioletta (la veste blu della madre)  da cui emerge, per effetto della sublimazione, la funzione discriminante

 

Le intuizioni temporali, quelle che determinano la sincronicità degli eventi, la serendipità dei fenomeni e i poteri mentali latenti nel cervello, sono invece risvegliati dall'introversione della pulsione creativa (il drago ourobos*) indotta dall'energia infrarossa (la veste rossa della madre) da cui emerge, per effetto della trasformazione della libido in energia spirituale, la funzione cognitiva.

 

Nella fig. 10  l'autore compie una sintesi significativa e dispone i simboli della sublimazione sessuale (Venere e Marte) e del sacrificio della libido (Gabricius e Beja) a lati di Hermes, simbolo della ragione logica e translogica (il cappello alato) dalle cui dita si sviluppano i frutti (le mele d'oro) generate dalla funzione discriminante e cognitiva (i due rami).

 

Sopra i due rami, al vertice di una rupe,  l'alchimista colloca il Sè cognitivo, rappresentato dalla sfera rotonda sormontata dalla croce dei segni "cadenti" (gemelli, vergine, pesci e sagittario), in grado di decodificare l'intero spettro di Luce (Dio) e generare le intuizioni veicolate dalla "mente cosmica", dallo spirito del Tempo (Spiritus mercurialis)

 

Istinti spirituali e intuizioni temporali vanno di pari passo, integrandosi e conpensandosi vicendevolmente in tre archi di tempo.  Sul modello di Cristo Redentore, l'alchimista "crocifigge" la libido materiale, sociale intellettuale, riuscendo così a trasferire l'energia istintuale, creativa e cognitiva sul piano spirituale. Tuttavia la crocifissione "fisica" patita da Cristo può essere sostituita sul piano simbolico da quella mentale se si giunge a illuminare la "funzione discriminante" (percezione, coscienza e conoscenza discriminante)     

 

La leggenda Aurea ripresa da Michelangelo per realizzare lo sfondo simbolico del Giudizio Universale, racconta la discesa di Cristo nel limbo prima resuscitare. Durante i tre giorni Cristo fa riemergere i "modelli" dei santi, dei giusti e degli illuminati rimossi dalla coscienza razionale occidentale, mentre ricaccia negli Inferi i dannati, i lussuriosi e coloro che non sono riusciti a trasformare la libido in amore, creatività, coscienza di relazione e conoscenza di sè.

 

Il Cristo del Gudizio rappresenta l'archetipo della "discriminazione in azione" che prende forma nell'intelletto impassivo quando si verifica l'introversione della pulsione istintuale, creativa e cognitiva che dischiude all'analisi, alla contemplazione e alla meditazione simbolica, logica e translogica.

 

Se si pratica la meditazione si può realizzare i tre gradi della funzione discriminate:

1. La percezione discriminante rimuove completamente le illusioni, elimina le incertezze di giudizio e individua istintivamente il giusto dall'iniquo, l'alchimista che trasmuta la mente per amore della verità dall'alchimista che ricerca il potere dell'intelletto per fini materiali.

 

2. La coscienza discriminante apre gli occhi sui giochi della coscienza  attivata dalla libido universale in grado fingere, adulare, nascondersi, dissimulare, provocare, tentare, suggestionare, manipolare, persuadere e ricattare pur di realizzare i propri scopi.

 

3. La conoscenza discriminante infine può emettere il giudizio universale, valido per tutti gli uomini che hanno risvegliato l'istinto di individuazione e comprendono il significato delle esperienze, delle prove, delle crisi e delle sofferenze.

 

Patanjali nel commentare lo Yoga Sutra scrive:

"La conoscenza discriminante è detta liberatrice in quanto salvifica; nata spontaneamente da una intuizione interiore, affranca definitivamente lo yogin dall'esistenza condizionata nata dall'ignoranza (della libido). E' una forma di conoscenza che non necessita di qualsivoglia aiuto esterno, non essendo frutto di istruzioni impartite da altri o dalle scritture; comprende ogni cosa,ogni oggetto in qualsiasi stato possa trovarsi, in ogni condizione temporale - passato, presente  e futuro; tutti vengono conosciuti tramite questa facoltà. Essa è detta inoltre simultanea, priva di successione, in quanto rende manifesta ogni cosa in modo immediato, senza alcuna gradualità, come un lampo che illumina la notte. "